• Regali di Natale: ecco le novità 2017

    Idee regalo per Natale: le proposte per le feste sono tante e tutte rigorosamente a km 0. Cesti natalizi, eleganti cofanetti in legno, confezioni natalizie pronte da mettere sotto l’albero il prossimo Natale, come strenna per i tuoi cari o clienti.

    Qualche spunto? Presso la nostra enoteca Borgo Turrito, ti aspettano eleganti cofanetti di legno con all’interno le nostre migliori selezioni di vini, per un regalo destinato a veri intenditori. Imperdibile il prestigioso cofanetto regalo in legno, con tre o sei bottiglie di vini e spumanti. Tra le interessanti  proposte natalizie non può  mancare il premiato CalaRosa, in confezioni regalo per una amica attenta o un giovane zio esigente.

    Allora cosa aspetti, prenota la tua esclusiva soluzione regalo per Natale oppure passa presso la nostra enoteca per una degustazione dei nostri vini.
    Continue reading Regali di Natale: ecco le novità 2017

  • L’emozionante vendemmia notturna di Borgo Turrito

    vendemmmia-1000-6

    Vendemmia con luna piena e 24 gradi: Foggia si prepara alla raccolta

    Nei vigneti di Borgo Turrito si comincia martedì 8 agosto, alle 3.00 di notte

    Un momento magico: il ritmo del lavoro, l’annuncio dell’alba, è quasi un rituale

    Il caldo ha causato un anticipo dei tempi di 15-20 giorni per quasi tutti i vitigni

     

    FOGGIA – Sono previsti 24 gradi martedì 8 agosto, alle 3.00 della notte: 20 gradi in meno delle temperature medie degli ultimi giorni. Ci sarà la luna piena e, alla sua luce fresca e rotonda, comincerà la raccolta delle uve Moscato bianco nei vigneti di Borgo Turrito, a Borgo Incoronata. La prima vendemmia notturna della stagione è un momento magico. Finalmente, si cominciano a raccogliere i frutti di un lavoro certosino durato molti mesi. Si comincia lentamente, quasi accarezzando le piante, poi, come in un crescendo, mani e forbici cominciano ad andare più veloci, con gesti ripetuti e precisi, mentre il ritmo del respiro si fa più costante, e la rapidità dei gesti diventa quasi musicale. E’ il “concerto” della vendemmia sotto le stelle. Un altro momento meraviglioso è “l’annuncio” dell’alba, quando il cielo si sveste del buio e comincia a colorarsi. La scelta della notte è fondamentale: le operazioni di pigiatura devono avvenire a temperature basse, per non compromettere la qualità del vino che nascerà da quell’uva. “Rispetto alla vendemmia 2016, i dati valutativi e strumentali derivanti dai campionamenti in vigna confermano l’anticipo di maturazione di 15-20 giorni sulla quasi totalità dei vitigni”, spiega Luca Scapola, titolare dell’azienda vitivinicola. Per difendere dal caldo i vigneti dei diversi vitigni – Moscato, Fiano, Aleatico e Nero di Troia – sono stati necessari turni irrigui di soccorso. “Ci siamo difesi al meglio dai danni della siccità e dalle elevate temperature adottando le idonee tecniche viticole”, aggiunge Scapola. “L’assenza di piogge ci ha permesso di ridurre drasticamente gli interventi di difesa antiparassitaria della vite”. Le rese per ettaro, da una prima stima, risultano inferiori del 15-20% rispetto al 2016. Con l’inizio della vendemmia, in Italia si attiva un motore economico che genera quasi 10 miliardi di fatturato solo dalla vendita del vino e che dà opportunità di lavoro nella filiera a 1,3 milioni di persone. Per ogni grappolo di uva raccolta si attivano 18 settori di lavoro: dall’industria di trasformazione al commercio, dal vetro per bicchieri e bottiglie alla lavorazione del sughero per tappi, continuando con trasporti, accessori, enoturismo, cosmetica, bioenergie e molto altro. Ci vorranno tre notti per completare la prima vendemmia della stagione. Dopo il Moscato, seguirà la raccolta delle uve Fiano che, fermentate in barrique di rovere, daranno origine al Piana Bianca. Più in là, si darà il via alla raccolta anticipata del Nero di Troia per vinificarlo in rosato e imbottigliare il CalaRosa. Infine, con l’ultimo ciclo di raccolta, saranno selezionate le uve Nero di Troia più mature per ottenere gli altri due vini importanti di Borgo Turrito, il Torcervone e il TroQué. La vendemmia è il lungo e dolce “capodanno” del viticoltore. Il lavoro in vigna è finalmente maturo per prendere vita nelle cantine, dando avvio alla fase più bella del ciclo produttivo, quella che trasforma l’acino in mosto e il mosto in vino. E’ un periodo magico anche dal punto di vista climatico. L’estate comincia a declinare piano piano verso l’autunno, con temperature meno torride, mentre la campagna va riempiendosi di profumi che annunciano nuovi cambiamenti e una nuova stagione. Il “calendario del vino” è fatto di gesti e rituali, di lavoro e profumi che riempiono il cuore, la vita, e pure i bicchieri.

  • Puglia, il Nero di Troia ha un futuro rose(o)

    comunicato stampa, venerdì 28 luglio 2017

    LUCA FOTO SAMSUNG 335 (2)

    In meno di vent’anni, la superficie vitata con il vitigno storico è cresciuta molto: ecco i dati

    Lopriore (Onav): “Piace a esperti e neofiti perché capace di generare grandi vini rosé”

     

    In poco meno di vent’anni, in Puglia la superficie vitata a Nero di Troia Pugliese è enormemente cresciuta: dai 1782 ettari di 17 anni fa, ai 2.572 del 2010 (dati ufficiali, Censimento generale dell’Agricoltura). Diversi indicatori rendono più che plausibile stimare, per la Puglia del 2017, una superficie vitata a Nero di Troia ormai prossima ai 3000 ettari. Vino, Puglia e Nero di Troia, in realtà, sono un trinomio inscindibile da sempre. I dati ufficiali lo confermano: 10.870 ettari nel 1970, poi un vero e proprio crollo con 5.865 ettari nell’82, 2.881 nel ’90, 1.782 ettari a inizio del terzo millennio e, finalmente, nel 2010, la risalita fino a 2.572 ettari di superficie vitata. La svolta, la vera e propria riscoperta in Puglia del Nero di Troia, ha inizio nel 2010 ed è tuttora in corso. Se le superfici vitate sono cresciute (e segnano tuttora un trend positivo), molto si deve proprio alla svolta cominciata 7 anni fa, con la riscoperta di un vitigno autoctono pugliese che coniuga una storia antichissima a una grande modernità. Dalle uve Nero di Troia Puglia IGP prendono vita ottimi vini rossi, declinazione più classica dell’amato vitigno, ma anche bianchi ed eccellenti rosé. Eccolo lì, il rosato. Negli ultimi anni, il successo del Nero di Troia è andato quasi di pari passo alla scalata dei vini rosé nella considerazione di esperti e consumatori. Il motivo lo illustra Giuseppe Lopriore, delegato provinciale per la Capitanata dell’ONAV, l’Organizzazione Nazionale Assaggiatori di Vini. “Il Nero di Troia”, spiega Lopriore, “nei vini rosati che se ne ottengono, vede valorizzati molto bene alcuni dei suoi tratti distintivi, come la sua struttura semplice ma robusta che lo distingue da tanti altri rosati, note aromatiche non particolarmente ricercate ma nette e tra loro ben equilibrate. Non mi meraviglia l’alto gradimento da parte di esperti giudici come di amanti del vino dell’ultima ora”. Il segreto del successo è proprio qui: piace agli intenditori e, allo stesso tempo, l’IGP Puglia Nero di Troia vinificato in rosato conquista anche chi da poco si è avvicinato al consumo del vino di qualità. “Il Nero di Troia rosato”, aggiunge Lopriore, “ha un carattere deciso e austero, con una pienezza di bocca che non deriva solo dalla componente acida e da quella minerale. La sua struttura, però, non arriva a coprire la sua freschezza e la sua mineralità. Ne risulta un vino con una notevole armonia generale e un’ampia versatilità negli abbinamenti, che convince al naso e in bocca e per questo è facilmente apprezzato da tutti”. Insomma, in una parola, il Nero di Troia rosato è “moderno”. Una modernità che si traduce soprattutto in “completezza” e “versatilità”, caratteristiche che il Nero di Troia deve a un’antichissima origine e a un’evoluzione che, oggi, lo rende un vitigno senza tempo ma con una storia e un futuro grandiosi. “Il suo colore, il più delle volte, è un rosa cerasuolo”, spiega ancora Lopriore. “Al naso presenta note fruttate più evidenti di ciliegia fresca e lampone, e note erbacee più tenuti, di rosa e a volte di radice di liquirizia. In bocca si apprezza il suo volume e la persistenza gustativa. Le note olfattive sono ancora più armoniche per via retro olfattiva e il retrogusto è complesso e abbastanza lungo”. Un produttore del Nero di Troia è Luca Scapola, titolare dell’azienda vitivinicola foggiana Borgo Turrito: “Anche noi abbiamo progressivamente aumentato la superficie vitata a Nero di Troia. E’ un vitigno storico e moderno allo stesso tempo, capace di dare anche una forte connotazione qualitativa e identitaria al nostro territorio. Non è un caso che, in tutta la Capitanata, la maggior parte dei vini più interessanti, quelli capaci di conquistare premi e mercato, sia il prodotto più evoluto della vinificazione da Nero di Troia”.

  • Borgo en Rose, serata di gala a Borgo Incoronata.

    Il vino, la musica, i sapori: serata di gala a Borgo Incoronata

    Sabato 24 giugno c’è “Borgo en Rose” tra gusto, spettacoli, luci e vini rosé

    Borgo en Rose

    Ricchissimo (e saporito) il menù della serata: c’è anche Michele Mangano

    Tracolla e calice di-vino: comincia un viaggio tra palazzi storici, sapori e magia.

    FOGGIA – Salumi e formaggi, crepes al ragù di lepre, panzanella con olio extravergine di oliva, spiedini del casaro e gelato artigianale accompagnati, naturalmente, dai vini rosé migliori della Capitanata, il CalaRosa e il Terra Cretosa per l’esattezza, vale a dire medaglia d’argento e medaglia d’oro a Le Mondial du Rosé di Cannes. Ora è davvero tutto pronto per Borgo en Rose, percorso enogastronomico d’autore, rigorosamente a chilometro zero, che sabato 24 giugno offrirà una serata magica tra storia, gusto e musica a Borgo Incoronata. I ticket per partecipare alla serata, disponibili fino a esaurimento degli stessi, potranno essere acquistati sul posto. L’evento prenderà il via alle 21: tracolla, calice e la serata potrà iniziare, col palazzo storico della borgata e le sue volte illimuninate di luce rosa, mentre il borgo comincerà ad animarsi di voci, musica e balli grazie allo spettacolo folk di Michele Mangano. Stamattina, l’appuntamento con la bellezza, la storia e i sapori di Borgo Incoronata è stato presentato nella sala giunta del Comune di Foggia.

    il menù della serata

    BORGO EN ROSE DENTRO BORGO IN FESTA. Fortemente voluto e promosso dall’Amministrazione Comunale di Foggia, grazie all’impegno personale del sindaco Franco Landella e dell’assessore Claudio Amorese, dal 23 al 25 giugno 2017 si terrà “Borgo in Festa”, tre giorni di eventi, enogastronomia, spettacoli e visite guidate. Nell’ambito di Borgo in Festa, sabato 24 giugno, dalle ore 21, Borgo Incoronata indosserà l’abito di gala per “Borgo en rose”. La tarantella del Maestro Michele Mangano sarà la colonna sonora di una serata alla scoperta delle bellezze e dei sapori della storica borgata. Borgo en Rose, attraverso il filo conduttore dei migliori vini in rosé della Capitanata, accompagnerà i visitatori lungo un ricco e gustoso percorso enogastronomico. L’evento è organizzato dal Comune di Foggia e Only Food con la collaborazione dell’associazione Gusta il Borgo che unisce gli imprenditori più rappresentativi di Borgo Incoronata. Borgo en Rose ha come ideatore e main sponsor ufficiale Luca Scapola, titolare dell’azienda vinicola Borgo Turrito e coordinatore di Gusta il Borgo.

    Luca Scapola con Franco Landella e Claudio Amorese

    Ilenia Diana Aps Only Food

    IL BORGO: DAI RICORDI AL FUTURO. Nel “film” personale della vita di ogni foggiano, Borgo Incoronata è un luogo presente da sempre. Tra i ricordi in bianco e nero e quelli più recenti, coi colori vivi del presente, l’Incoronata è tante cose insieme, tutte belle perché appartengono all’identità stessa e alla ‘fanciullezza’ di Foggia: la Madonna nera e la sua maestosa dimora, le bancarelle del Santuario, l’aria fresca delle giornate di gita abbracciate dal bosco, e poi quei sapori meravigliosi, la dolcezza dell’uva, la fragranza del pane, la bontà dell’olio e di 100 altre leccornìe di un’agricoltura fiorente, ricca di colori e profumi. Quanto ci vuole per arrivare da Foggia a Borgo Incoronata? Niente, il tempo di un lampo nella memoria, 10 minuti scarsi per ritrovarsi giusto al centro di quel “film” dei ricordi e aggiungervi nuove scene.

    info: https://www.facebook.com/BorgoenRose/

  • I vini di Borgo Turrito conquistano i concorsi mondiali

    Luca Scapola Landella

    Per l’imprenditore Luca Scapola la targa e le parole di ammirazione del sindaco Landella

    FOGGIA – Il vino di Foggia conquista l’Europa. In meno di un mese – prima a Le Mondial du Rosé (a Cannes), poi al Concours Mondial de Bruxelles – i vini dell’azienda Borgo Turrito, prodotti nei vigneti e nelle cantine a Borgo Incoronata, hanno ottenuto un oro e due argenti. L’ultimo riconoscimento in ordine di tempo è quello assegnato al TroQué IGP Puglia Nero di Troia ’15, un rosso ottenuto da una selezione di pregiate uve Nero di Troia Puglia IGP, vinificate con lunga macerazione, cui segue un passaggio in barrique e un ulteriore affinamento in bottiglia. Il 24° Concours Mondial de Bruxelles (“Concours Mondial”) si è svolto in Spagna quest’anno: 320 giornalisti, buyer, enologi e sommelier di tutto il mondo si sono riuniti a Valladolid per degustare 9.080 campioni di vino provenienti da 50 Paesi del globo. La vittoria in terra iberica è arrivata dopo un vero e proprio exploit in Francia, a Le Mondial du Rosé,  dove l’azienda Borgo Turrito si è imposta con il Terra Cretosa IGP Puglia Aleatico Rosato 2016 (premiato con l’oro) e il CalaRosa IGP Puglia Nero di Troia Rosato 2016 (argento per il secondo anno consecutivo). Un risultato di enorme prestigio, considerato anche l’assoluto rigore e l’autorevolezza dei concorsi menzionati, che non più di qualche giorno fa è stato sottolineato dal sindaco Franco Landella che, lo scorso 11 maggio, ha ricevuto a Palazzo di Città Luca Scapola, titolare di Borgo Turrito, per premiarlo con una targa e parole di sincera ammirazione. “Oltre ai successi nel campo della Cultura e dello Sport – ha dichiarato Landella attraverso un comunicato stampa ufficiale – registriamo con piacere quest’altra importante meta raggiunta. Da sempre, Foggia e le sue terre sono anche dimora di eccellenze nel settore della produzione agricola, quindi i risultati importanti non possono mancare, ma sono tutt’altro che scontati in un settore – soprattutto quello vitivinicolo – che fa segnare una concorrenza agguerrita e qualificata a livello globale. Proprio per questo risalta ancor di più l’obiettivo centrato dall’azienda di Luca Scapola, cui vanno le congratulazioni della comunità foggiana e mie personali per l’impegno, la passione, la qualità dei prodotti ottenuti e le capacità imprenditoriali messi in luce”. Borgo Turrito, nel 2016, ha celebrato i suoi 10 anni di attività. “Siamo una squadra e siamo contenti di questi risultati, ma vogliamo continuare a far bene e a migliorare ancora. Siamo orgogliosi della nostra terra e del nostro lavoro”, ha dichiarato Luca Scapola.

  • Al Foggia Film Festival la storia di un giovane imprenditore foggiano

    Al Foggia Film Festival la storia di un giovane imprenditore foggiano

    Venerdì 25 novembre 2016, scorrerà nettare d’uva dalla pellicola ai calici

    Il Tavoliere nei nomi dei vini: ecco terraconca, Torcervaro e PianaBianca

    Il racconto della prima vendemmia, il sacrificio e una scommessa vinta

    FOGGIA – “Wine in the movies”, il vino nei film, è questo il tema della sesta giornata del Foggia Film Festival, all’Auditorium Santa Chiara. Venerdì 25 novembre dopo la proiezione di VinoDentro, un film di Ferdinando Vicentini Orgnani, la degustazione dei vini vedrà protagoniste le produzioni Borgo Turrito che raccontano il territorio. Interverranno: il regista Ferdinando Vicentini Orgnani; il sommelier Amedeo Renzulli, delegato Associazione Italiana Sommelier Provincia di Foggia; Giuseppe Lopriore, ricercatore del Dipartimento Scienze Agrarie dell’Università di Foggia; la docente Anna Grazia Chirolli; Luca Scapola, imprenditore vitivinicolo dell’azienda Borgo Turrito.

    “I nostri vini sono un po’ come un film perché raccontano una storia e lo fanno a partire dal nome che portano”, spiega Luca Scapola. Il “Torcervone”, ad esempio, ricorda il Cervaro, torrente che disseta e rende fertile la terra dove nasce questo vino rosso, un Nero di Troia IGP. “PianaBianca”, Fiano IGP Puglia, è la narrazione di quel lembo pianeggiante di Tavoliere che, nella storica borgata foggiana di Borgo Incoronata, si veste del manto verde dei vigneti. Gli ospiti della serata potranno degustare anche il “terraconca”, Moscato bianco IGP Puglia, e il “TroQué”, Nero di Troia IGP PUGLIA, ottenuto da una selezione di pregiate uve vinificate con lunga macerazione, cui segue un passaggio in barrique e un ulteriore affinamento in bottiglia. Quei vini narrano anche la storia di Luca Scapola, imprenditore vitivinicolo di 33 anni che dirige la sua azienda dal 2006. La sua conduzione significa, allo stesso tempo, il rispetto di una tradizione e l’innesto di una capacità innovativa che ha messo radici e già nutre il futuro. Era il 2003 quando Luca Scapola, allora ventenne, riuscì a condurre la sua prima vendemmia. Fu allora che comprese quale sarebbe stato il suo futuro. Si sarebbe occupato dell’azienda di famiglia. Per farlo, rinunciò a qualcosa e scommise sulle proprie capacità. “Decisi di utilizzare tutti i miei risparmi, circa 1000 euro, per acquistare uva Chardonnay da un amico agricoltore”. Non utilizzò le uve di suo padre perché voleva conservare piena autonomia nel mettere in pratica quanto aveva appreso nei primi due anni di corso in Viticoltura ed Enologia all’Università di Foggia. Fu un successo. Il vino prodotto andò ben presto esaurito con i complimenti dei clienti. “Dopo quella vendemmia, mio padre ebbe la dimostrazione che avevo le capacità per innovare e dare continuità all’azienda”. E così avvenne. Tre anni più tardi, nel 2006, il ricambio generazionale arrivò a compimento e il capostipite, Michele Scapola, che ancora oggi è consultato da Luca per le scelte aziendali, affidò l’impresa vitivinicola al figlio. Borgo Turrito si trova a Borgo Incoronata, a pochi chilometri da Foggia, nel cuore del Parco Regionale Bosco Incoronata, in un’area protetta di oltre 1000 ettari. “Il vino è vita vissuta, cultura, storia e presente, per questo è un elemento importante nell’arte della cinematografia”.

  • Il CalaRosa tra i rosati più buoni del mondo

    Primato foggiano: il CalaRosa tra i rosati più buoni del mondo

    Prodotto a Foggia da uve Nero di Troia Puglia IGP, ottiene l’argento a Le Mondial Du Rosé in Francia. Unico vino di Capitanata e unico Nero di Troia premiato assieme ad altri 4 vini pugliesi. Con 5 medaglie, la Puglia è la prima del Sud e fa meglio di Toscana, Piemonte e Emilia.

    FOGGIA – E’ foggiano uno dei rosati più buoni del mondo. Si tratta del CalaRosa Nero di Troia Puglia Rosato IGP, un vino prodotto dall’azienda vitivinicola Borgo Turrito. A decretarlo è Le Mondial Du Rosè (http://www.mondial-du-rose.com/it/), concorso internazionale in cui gli “arbitri”, chi valuta i vini di 28 diversi Paesi del pianeta, appartengono a l’Unione degli Enologi Francesi e si riuniscono a Cannes per tre giorni per degustare alla cieca e commentare le produzioni rosè provenienti da tutto il globo.

    Il CalaRosa Nero di Troia Puglia Rosato IGP è un vino pugliese, prodotto dall’azienda vitivinicola foggiana Borgo Turrito, è l’unico vino di Capitanata premiato al campionato mondiale dei rosati, l’unico Nero di Troia ad aver ottenuto il prestigioso riconoscimento. Oltre al foggiano CalaRosa, la Puglia porta a casa un oro e altre tre medaglie d’argento, nell’ordine: Maremosso Puglia IGT Rosè Frizzante Bombino Nero, della Cantina Torrevento; Girofle Rosè Salento IGP Rosato Negroamaro, Azienda Monaci; Cardone Nausica Negroamaro, IGT Salento, di Cardone Vini Classici; Veritas Castel Del Monte, Bombino Nero DOCG Rosato, della Cantina Torrevento. “Quando ho saputo che avevamo vinto ho esultato come a un gol del Foggia”, racconta ancora emozionato Luca Scapola, 32enne titolare di un’azienda, Borgo Turrito, che quest’anno compie il suo primo decennale. “E’ un risultato straordinario per noi, perché il CalaRosa è una nuova produzione, nata quest’anno, e perché a certificarne la bontà sono gli enologi francesi. Siamo andati a vincere fuori casa, e in Francia non è impresa facile”, spiega Scapola. Le Mondial Du Rosè è un concorso che l’Unione degli Enologi Francesi ha creato nel 2004. In 13 anni, il riconoscimento ha acquisito un valore crescente, mettendo a confronto i migliori rosati del mondo. Analizzando complessivamente il risultato dei vini italiani ammessi al concorso, la Puglia è la prima del Sud con 5 medaglie, e fa meglio anche rispetto a Toscana, Friuli, Piemonte, Lazio, Emilia Romagna e Umbria (stesso risultato della Lombardia, l’Abruzzo arriva a quattro). Borgo Turrito e i suoi vigneti si trovano a 500 metri dal Santuario Incoronata, nel cuore del Parco regionale istituito nel 2006 come area naturale protetta bagnata dalle acque del torrente Cervaro. “Siamo viticoltori dal 1890, i miei nonni possedevano vigneti ad Alberello, nell’agro di Rocchetta Sant’Antonio”, racconta Luca Scapola. “Io ho iniziato a dirigere l’azienda quando avevo 23 anni. La medaglia al CalaRosa fa il paio con i riconoscimenti che, sempre più spesso, i vini della Capitanata raccolgono in Italia e nel mondo. Questo significa che Foggia può farcela, che puntando sulle sue vocazioni profonde può esprimere eccellenze assolute”.